Una parrocchia eroica ha ospitato la festa de La Prima Neve

La chiesa Gesù Lavoratore a Marghera

Venerdì 6 settembre, il film La Prima Neve è stato presentato al Festival di Venezia per la sezione Orizzonti. Per concludere la giornata in bellezza è stata organizzata una festa nel quartiere industriale di Marghera in cui hanno cantato e parlato Giuseppe Battiston, Marco Paolini, Andrea Segre e Jean-Christophe Folly. Pezzo forte della serata anche il concerto della Piccola Bottega Baltazar, che ha fatto le musiche del film.

Purtroppo non è stato possibile organizzare una festa pubblica, per cui l’ingresso è stato riservato a chi possedeva l’invito. Tuttavia, è importante parlare del luogo della festa, che è stato da Marco Paolini per dei motivi ben precisi. Fin dalla sua nascita infatti la parrocchia di Gesù Lavoratore  è stata all’avanguardia per il suo impegno sociale.

È pressoché impossibile non rimanere sbalorditi di fronte a uno dei lati esterni della chiesa, che è stato adibito a parete d’arrampicata. Ci sono diversi gradi di difficoltà per arrampicarsi, ma tutti i percorsi arrivano fino al tetto della chiesa, dove si trova una piccola campanella che si può suonare per “festeggiare” l’impresa. Quando venne inaugurata nel 2001 c’era solo un percorso d’arrampicata. Oggi ci si può arrampicare su quasi tutto il muro laterale della chiesa.

L'arrampicata sulla chiesa di Gesù LavoratoreL’arrampicata è veramente qualcosa di rivoluzionario, la sola vista della parete sovverte percezioni, luoghi comuni e preconcetti. Ma la comunità che partecipa alla vita della parrocchia è abituata ad andare contro corrente. La chiesa fu inaugurata nel 1954 alla presenza di Papa Giovanni XXIII, che all’epoca era Patriarca di Venezia, e fin dal principio ha rivolto le sue attività verso il mondo operaio. I suoi parroci hanno condiviso molte esperienza con i working class heroes del porto di Marghera. Il giovane don Luca Biancafior, che guida la parrochia dal 2008, è consapevole di questa eredità: “Una volta era il punto di riferimento per tutto il Petrolchimico, oggi cerchiamo di mantenere questa tradizione dati anche i problemi generati dalla crisi”.

Negli ultimi decenni Marghera ha subito una trasformazione importante e non è più quel grande complesso industriale degli anni ’60. Oggi a Marghera vivono 28.000 abitanti e a livello occupazionale i numeri parlano chiaro: le aziende petrolchimiche nel 1970 occupavano 16.500 lavoratori, mentre oggi danno lavoro a poco più di 1.256; il numero di occupati complessivi a Porto Marghera è passato da 40 mila ad a 11.391 e di questi, il 36,77% ricade nelle attività industriali storiche, mentre il resto ormai fa parte dei servizi e della logistica portuali.

Negli anni ’70, la vicinanza della parrocchia agli operai si caratterizzava per azioni di concreta solidarietà, come quando i salesiani andavano a lavorare in fabbrica o insegnavano nelle scuola. Oggi le sfide sono diverse.

Don Luca Biancafior“Noi cerchiamo il riscatto del quartiere organizzando eventi o programmi in cui tutti possono partecipare. Per esempio, durante la festa del 1° maggio organizziamo l’Arrampilandia, proprio grazie alla parete d’arrampicata. Quest’anno sono venuti ben 1500 bambini! Anche se le forze sono poche” continua don Luca “stiamo cercando di rimettere in piedi attività come la cinemerenda che siamo stati obbligati a interrompere”.

La parrocchia è un presidio importante per il territorio e può fungere da centro di aggregazione, oltre la fede cattolica. Tuttavia, non è una missione facile perché la crisi economica ha messo ancora più in evidenza il fatto che molti valori sono andati persi.

Don Luca ne è consapevole: “Non bisogna chiudersi nell’individualismo. La parrocchia vuole essere un luogo di condivisione che va aldilà della messa della domenica. Si parla da 40anni di riqualificazione urbanistica, ma bisognerebbe che si parlasse anche di riqualificazione socio-culturale. Senza un’attenzione alla cultura, la riqualificazione urbanistica può essere inefficace. Oggi ci sono istituzioni ed enti che devono necessariamente mettersi assieme se vogliono fare qualcosa di buono e qui a Marghera ci sono tante realtà. Educare è una parola che ci accomuna tutti, ed è qualcosa che si può fare assieme. Se non si collabora, invece, si continuerà a rubarsi le persone gli uni agli altri”.

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4 risposte a “Una parrocchia eroica ha ospitato la festa de La Prima Neve

  1. Pingback: La note de La Prima Scuola, con Piero Sidoti e Giuseppe Battiston | La Prima Scuola·

  2. Ci fossero più preti così, che mettono la parocchia a disposizione di cose concrete per attirare i giovani.Questo è il modo migliore per aiutare chi vuole essere aiutato.

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