Un sogno fatto di responsabilità

Dopo la stimolante citazione di Negroponte inviataci da Lucia, “Ogni problema globale ha una soluzione che viene dall’educazione. E in molti casi la soluzione è l’educazione stessa”, pubblichiamo questo contributo da Padova.

Maria Nichele, dell’Associazione Incontro fra i Popoli, ha aperto l’anno scolastico 2013/2014 del programma VIVIPADOVA con questo discorso sulle responsabilità con cui bisogna accompagnare quotidianamente i sogni.

Il sogno muove ogni singola persona verso la propria piena realizzazione. Il sogno è la strada da percorrere, più che la meta da raggiungere. In questo processo gli educatori: genitori, insegnanti, e senz’altro la società tutta, detengono una duplice responsabilità, sia passiva che attiva.

  • La responsabilità passiva consiste nel non spezzare questo sogno. Per questo, gli adulti che sono a fianco del bambino e tutti coloro che comunicano con i ragazzi, sono chiamati a rompere, loro stessi, le catene dei condizionamenti culturali, sociali e religiosi … allenandosi e allenando a distinguere la forma dalla sostanza (una persona è una persona a prescindere dalla nazionalità e dall’aspetto fisico), riconoscendo e aiutando a riconoscere i complessi (superiorità, inferiorità) quali aspetti limitati e limitanti del vivere umano che si trasmettono senza esplicitarli, dentro ad un’atmosfera “pesante”.
  • La responsabilità attiva è molto più interessante e consiste nel fare emergere le potenzialità (talenti, qualità, doti) insite nei bambini e ragazzi, e, nello stesso tempo accompagnarli nella conoscenza dell’ambiente locale e globale in cui si trovano a vivere, trasmettendo loro il desiderio di trasformarlo partendo dai diritti umani e guardando agli esempi dei grandi testimoni della storia che, con le loro scelte, hanno cambiato radicalmente situazioni di profonda iniquità.

 

Il sogno non è posto in un futuro più o meno lontano, ma è situato nel volto di ogni bambino o ragazzo che siamo chiamati ad accompagnare qui e ora perché possa volare libero nel cielo della vita e possa essere in grado, insieme a noi educatori, di trasformare la società rendendola accogliente e conviviale, rispettosa delle singole individualità e basata sui diritti delle persone, dei popoli e dell’ambiente.

Il sogno, per noi di Incontro fra i Popoli consiste nella capacità di tessere insieme l’ordito della speranza con la trama della denuncia . “Urge” creare sempre più consapevolezza degli ostacoli che si frappongono, che limitano, che bloccano il sogno di ciascuno di essere se stesso.

Maria Nichele

Tratto dal libro “L’umana Commedia” – capitolo “Rapporto tra le generazioni”

… Immaginate tutti i tipi di verde

un grande parco con dentro i capanni

dove il nonno insegna le arti

che ha imparato nel corso degli anni

            Un capanno per la meccanica

            ad aggiustar bici e motori

            dove sbagliando anche s’impara

            ancor di più in assenza di voti

Un altro capanno per l’orto e le bestie

che solo si vedono dentro al bancone

a chili, a vaschette, a quarti o in bistecche

stipate in tante perfette porzioni

            E poi un capanno per l’elettronica

            dove un nonno, pensionato di fresco

            con gusto, impegno e soddisfazione

            vecchi strumenti rimette in funzione

Ancora un capanno per la buona cucina

dove si provan dolci e ricette

facendo memoria delle proprie radici

con il “baccalà alla vicentina”

            Anche un capanno per disegno e poesia

            e poi la danza, il canto e la musica

            e perché no, di noi tutti musa

            l’incontro festoso con madre natura

Ma la campagna veneta o pio Dante

anche quella intorno a Cittadella

non da parchi e capanni è abbellita

ma da draghi enormi senza vita:

li vedi i tetri capannoni di cemento?

            … Ho grande poeta, che dici

            di questi ragazzi confusi

            come fiori in serre cresciuti

            alti e robusti ma dentro fragili

… “Gioventù da troppe cose distratta

non certo dalla vita temprata

che sogna senza colori

per i pochi affetti e valori

            Forse è tempo ormai di insegnare

            un’arte nuova già conosciuta

            quella che trasforma i deboli in forti:

– l’aiutarsi l’un l’altro senza profitti –

Cercar nel poco la ricchezza grande

la gioia nell’amicizia vera

scoprir sempre più le vere “stelle”

che a braccetto van per strada erta

            Son queste la bellezza e l’arte,

                      e l’armonia …

            ma a brillar più forte delle altre

           splendente più ancora dell’estetica

                   … a guidar ciascun per retta via

            è la stella polare dell’etica.”

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