Omaggio a Matteo Marchel, attore provetto

Matteo Marchel ha 11 anni ed è il protagonista de La Prima Neve.

La sua esperienza di recitazione nel film e nel teatrino di scuola deve essere fonte di ispirazione ed energia per tutti i bambini della sua età. In ugual misura, il successo personale di Matteo deve essere un monito per tutti quei genitori spesso troppo timorosi o scettici verso la creatività, la sensibilità e l’auto-determinarsi dei loro figli.

Guarda qui il video del provino dal quale poi è stato scelto come protagonista del film!

Di seguito la simpatica audio-intervista di sintesi. Sotto l’intervista completa.

L’intervista è a cura di Michele Aiello

Ciao Matteo, come prima domanda ti volevo chiedere se avevi mai recitato prima di fare il provino per il film.

Sì ho recitato, però solo per il teatrino della scuola diciamo.

Che personaggi eri negli spettacoli?

Ne ho fatti 5, uno ogni anno e ho fatto varie parti: boscaiolo, pastore..

E qual è che ti è piaciuto di più?

Mah forse il boscaiolo..

Perché?

Eh… perché è un po’ com’è qua la vita, in Val dei Mocheni.

E tu vai a raccogliere la legna come nel film?

Eh sì ogni tanto aiuto mio papà o mio nonno.

C’è un personaggio fantastico che ti piacerebbe fare e che non hai ancora fatto?

Sì, Scooby-Doo!

E nella recita di quest’anno chi hai interpretato?

Dio!

E com’è fare Dio?

Eh, in realtà non ero l’unico che facevo Dio, eravamo in 3-4 a farlo. Però alla fine è bello fare Dio.

Secondo te c’è differenza tra recitare per il film e per il teatro?

Eh sì per il teatro è molto più facile, invece per il film è un po’ più difficile, ma anche più divertente.

Come mai è più facile per il teatro?

Perché lì siamo a scuola, siamo in tanti e ci suddividiamo meglio le parti.

Preferisci recitare coi tuoi compagni di scuola o con gli attori adulti del cinema?

Mah tutti e due sai.

Tu hai avuto una parte importante nel film. Ti sei sentito caricato di responsabilità o non è stato tanto diverso rispetto al teatro?

Mah di sicuro mi sono sentito più responsabile per il film.

E per imparare il copione come fai?

Continuo a leggere e rileggere a mente e poi provo con la mamma e il papà, così lo imparo.

Sono successe cose divertenti durante le riprese del film?

Fra una scena e l’altra, prima di girare, magari bisognava aggiustare un po’ il set e lì si rideva e scherzava.

Ti è rimasto impresso qualcosa di strano che è successo in particolare?

Quelli del film hanno molta attenzione ai riflessi, alle ombre degli uomini. Sono proprio attenti a queste cose. Non me l’aspettavo proprio che fosse così.

Tu suoni anche la fisarmonica. Quando la usi provi delle emozioni?

Se ho rabbia riesco a sfogarmi con la fisarmonica.

E cosa provi quando reciti?

Quando recito provo felicità.

Qualsiasi personaggio tu faccia?

Sì.

E la fisarmonica come l’hai imparata a suonare?

Un giorno ho pensato che sarebbe stato bello suonare uno strumento. Mi sarebbe piaciuto anche fare la chitarra o la batteria, però poi ho scelto la fisarmonica, che è lo strumento più bello secondo me.

Ci pensi mai che una volta non la sapevi suonare?

Ogni tanto sì ci penso. Devo ringraziare il mio maestro di fisarmonica, perché tutto lui mi ha insegnato!

Quindi come sarebbe un mondo senza fisarmonica?

Secondo me potrebbe andare avanti lo stesso, perché è solo uno strumento, però sarebbe più sereno con la fisarmonica.

E in futuro vorrai suonare anche altri strumenti?

No, mi basta e avanza la fisarmonica.

Sei stato tu a far conoscere alcune canzoni del film ad Andrea (Segre)?

Eh no. Allora… son venuti dei maestri praticamente che hanno scritto due testi, che sono due testi malinconici. Però la canzone del film che si sente alla festa dopo la Messa, quella sì l’hanno presa dal mio testo.

Sei contento per questo?

Sì sono molto contento.

Quando siete andati in elicottero com’è stato?

Ah lì è stato molto bello! Dovevamo fare la scena finale! Partire con l’elicottero e arrivare su in montagna è stato troppo bello!

Ma è vero che volevi andare là con i tuoi genitori?

Sì perché l’hanno deciso lì sul set al momento che si doveva andare a girare quella scena! Allora gli ho domandato se potevano chiamare i miei genitori che volevano fare anche loro la scena sul monte e allora li hanno chiamati perché c’era posto.

Ma con tutto questo tempo che hai passato a recitare o a suonare, quand’è che trovi il tempo per fare i compiti per casa?

Eh ma per recitare basta solo ripassare a casa le parti. Bisogna leggere e rileggere. A scuola poi c’è sempre la maestra che suggerisce se non ci si ricorda. Nel film invece ripassavamo durante le pause.

E per fare i compiti non sei mai in ritardo?

Eh no, perché riesco a coordinare!

Quindi non hai bisogno di nessuno che ti ricordi di farli?

No quello no… durante le vacanze la mamma mi ha dovuto dire “fai i compiti! fai i compiti!”.

Tu consigli agli altri amici di suonare o recitare?

Sì glielo consiglierei. Gli proporrei la cosa, cercherei di convincerli, ma se non vogliono non insisterei.

Ed eri già amico con gli altri compagni del film?

Al di fuori del film, Lorenzo, il Platzer (nome del personaggio nel film), lo conoscevo di vista e il Leonardo non lo conoscevo proprio. Con il film abbiamo stretto amicizia.

Come ultima domanda mi piacerebbe sapere cos’è che vuoi fare da grande?

Ho tante idee, però mi piacerebbe fare il meccanico di macchine.

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