La scorsa estate ho detto no!

Pubblichiamo il contributo di Valentina Guastini, che assieme alla figlia Ada, ha deciso di “boicottare” i compiti per le vacanze estive per realizzare qualcosa di ugualmente formativo, ma meno statico e noioso. Ne è venuto fuori un libro.

Eccola, un’altra estate a dividere con perizia le pagine del libro delle vacanze, passata ad insistere sull’importanza di svolgere quelle quattro pagine quotidiane per far sì di non avere compiti per il mese di Agosto. Centoventi pagine totali che comportano centoventi pianti isterici di chi, in realtà, della scuola non ne vorrebbe sentir nemmeno parlare .

I compiti! Che dilemma discusso in tutto il mondo!

Quest’anno come mamma mi sono rifiutata. Mi sono imposta di valutare seriamente l’utilità del libro preconfezionato come compito valido al fine di consolidare, ripassare, recuperare. I compiti dell’estate precedente li ricordo come un supplizio senza fine, un insulto alla serenità familiare, un momento che trasforma noi genitori in cattivissimi educatori con la bava alla bocca. Compiti spesso non corretti o addirittura denigrati. Il voto che arrivò intorno a Natale relativo a quell’estate fu: “Brava. Potevi scrivere meglio, manca pagina 94 e 104”.

Un’altra estate così non era possibile. Avevamo tanti progetti: mare, montagna con i nonni, mini-vacanza in Austria, la cameretta da sistemare, promesse da mantenere… Certo, non era nelle nostre idee l’ozio totale (o forse sì), ma come genitori ci si trova di fronte inevitabilmente ad una riflessione: è giusto non fare proprio nessun compito?

Abbiamo fatto una riunione di famiglia valutando tutte le variabili del caso.

Come insegnante di scuola primaria ho dovuto ammettere la necessità mentale di staccare la spina, non negabile, di contro, a mia figlia. Ho dovuto mettere in conto la necessità di farle comprendere l’importanza dell’impegno e valutare la stanchezza e la demotivazione di fondo. In quel periodo stavo leggendo un libro sull’albo illustrato e mio marito fece la battuta rivelatrice: “perché non costruite un libro per bambini?”. È nata così la nostra voglia di inventarci un’alternativa. L’idea che forse è possibile impiegare il tempo in modo costruttivo trovando modi che possano stimolare la creatività dei nostri bambini.

Abbiamo fatto un patto di famiglia e ad ognuno i suoi compiti: io e Ada addette ai racconti, papà ai disegni e la piccola Margherita membro della giuria. Poi, in realtà, alcuni accordi sono cambiati in corsa…

Nel mese di Luglio sono stati scritti alcuni racconti ispirati all’estate e al mare. Ada trovava i titoli ancor prima della storia su cui poi si lavorava insieme anche tre ore consecutive prima di andare in spiaggia. Agosto è stato invece il periodo “montano” dove è nato il racconto sulla fisarmonica e quello che porta il titolo del libro; il periodo in cui Ada e papà si sono dedicati ai disegni scegliendo con cura i colori ed i soggetti. L’Austria invece ha ispirato il racconto sulla scimmia ambientato a Salisburgo, ed è stato emozionante scoprire la sua voglia di inventare, vedere come Ada restava assorta nel pensiero, rapita dalla sua fantasia.

Durante il viaggio di ritorno dalle Dolomiti abbiamo fatto una sosta alla Casa delle Arti e del Gioco del maestro Mario Lodi e, dalla dolcezza con cui Ada immaginava l’incontro con questo “vecchietto”, è nato il racconto a lui dedicato.

Molto tempo è stato votato all’insegnamento di giochi con le carte e nell’analizzare scontrini e resti per non sottovalutare l’area matematica. Questo grande lavoro le ha regalato molta sicurezza per il rientro a scuola. Appena arrivato dalla stampa, Ada ha voluto portare il suo trofeo a visionare e la maestra di italiano ne ha chiesta una copia per la classe. Ecco dei compiti divertenti. Un sacrificio che porta con sé il frutto della soddisfazione,del ricordo e del lavoro condiviso.

“Mamma cosa stai facendo?” chiede Ada mentre raccoglie le sue cose “Scrivo qualcosa sul nostro libro”. La guardo e il suo viso si accende di orgoglio.

Valentina Guastini

 

Il libro a cui si fa riferimento nell’articolo è Sale, Senape e Monete, di Valentina Guastini e Ada Maria Angeli, madre e figlia appunto. Vivono a Casarza Ligure, a 2 km da Sestri Levante (GE), dove l’anno scorso si è svolto il II convegno della rete di cooperazione educativa, che Valentina ci tiene a ribadire in più di un’occasion “le ha cambiato la vita e il modo di pensare come genitore ed insegnante”.Valentina Guastini

Copertina libro Sale, Senape e Monete, di Valentina Guastini e Ada Maria Angeli

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6 risposte a “La scorsa estate ho detto no!

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