L’isola progressista

Stasera 22 settembre 2014 verrà presentato al Festival del documentario narrativo “L’isola”, un cortometraggio di Alberto Bougleux girato sull’isola di Salina e che racconta una delle scuole più piccole e progressiste d’Italia. Non c’è spazio per pregare, la scuola apre le sue porte…

A seguire il cortometraggio e uno scritto di accompagnamento del regista Bougleux

Nonostante le tragiche cronache degli ultimi anni, siamo ancora abituati a pensare alle isole del Mediterraneo come luoghi trasognati e carichi di storia, ma in qualche modo immobili nel tempo e nelle fotografie delle vacanze. Più difficile sembra prendere coscienza che i microcosmi che punteggiano il Mare Nostrum, e che si collocano sulla rotta dei grandi flussi migratori contemporanei, sono proprio per questo luoghi aperti sul nuovo e sul cambiamento. Anche a nord di Lampedusa, le isole ospitano a volte veri e propri laboratori dove si sperimentano forme inedite di convivenza che l’entroterra ancora fatica ad elaborare.

Si tratta da una parte di vantaggio geografico: chi vive la dimensione dell’isola sviluppa inevitabilmente un rapporto vitale con il mare e un’apertura insieme necessaria e disincantata verso ciò che arriva da dietro l’orizzonte. Ma è anche e forse soprattutto il risultato del lavoro tenace di chi a certi territori di frontiera ha deciso di dedicare la vita e la propria passione civile, per renderli luoghi dove si elabora un’identità diversa e una cittadinanza più piena e consapevole. Sulle isole spesso è la scuola lo spazio dove quasi involontariamente avviene l’alchimia fra la radice arcaica del Mediterraneo e le istanze di rinnovamento sociale. Su questa fertile faglia culturale si colloca la storia di Mirella, che dopo una vita trascorsa nelle scuole italiane all’estero, dall’Etiopia all’Uruguay, sbarca come dirigente scolastico a Salina e nel giro di pochi mesi dal suo insediamento apre la sua scuola a un esperimento unico in Italia: la comunità magrebina radicata da anni sull’isola cerca da tempo un luogo per la preghiera, e Mirella non esita a individuare quel luogo proprio fra le pareti della scuola. “Per noi operatori della scuola” afferma Mirella nel corso dell’intervista al centro del documentario, “il concetto di integrazione è qualcosa di insito nell’idea di formazione: noi per definizione siamo persone che finalizzano il proprio operato a mettere in contatto, creare dialogo, aprire porte, togliere barriere, togliere ostacoli dove li intravediamo”.

L’isola è l’ultimo speranzoso capitolo delle “Schegge di Za”, serie di corti documentari prodotti nel corso del 2013 che indagano le emergenze democratiche dell’Italia di oggi. Al tempo stesso, L’isola è una nuova tappa di un percorso decennale di racconto della realtà della scuola delle Isole Eolie come paradigma della scuola di frontiera, iniziato con i laboratori di Lapa TV e culminato con la creazione del Museo del Cinema di Stromboli e con la recente produzione de L’ultimo giorno sulla chiusura della scuola di Alicudi. Dal profondo del Mediterraneo, ancora una volta la storia di un’Italia inedita capace di cambiare più velocemente di quanto sia spesso in grado di riconoscere.

Alberto Bougleux

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