Cos’é “la prima scuola”

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NEWS: leggi qui tutte le 159 proposte ammesse al bando: elenco per titolo e territorio. Da queste ne sono state selezionate 24 per la fase finale ed entro Pasqua verranno comunicati i vincitori.

La prima scuola è un progetto di impegno civile pensato per contribuire all’importanza della scuola primaria italiana in un’epoca di tagli e disuguaglianze.

La scuola elementare è la prima vera esperienza di formazione extra-familiare di un bambino e costituisce il nucleo fondante del sistema educativo italiano.

Fino a meno di dieci anni fa era considerata il fiore all’occhiello dell’offerta scolastica italiana; poi sono iniziati tagli, riforme, riduzioni e la qualità dell’offerta educativa è scesa, contribuendo ad accrescer le differenze tra zone agiate e non.

A fronte del progressivo impoverimento del sistema d’istruzione pubblica è necessaria un’azione dal basso per proporre una direzione contraria di rilancio e crescita della scuola nella nostra società. Non abbiamo certo noi le risorse per cambiare radicalmente il corso degli eventi nazionali, ma può essere avviato un percorso propositivo sia di riflessione che di finanziamento dal basso, nel quale il mondo del cinema e dell’arte può giocare un ruolo importante.

Le privazioni materiali della scuola pubblica sono importanti, ma è importante parlare anche delle opportunità formative che la scuola non è più in grado di offrire.

Il progetto

Il progetto si propone di raccogliere risorse e impegnare energie per la scuola perseguendo due macro obiettivi.

  • contribuire al dibattito sulla crisi del sistema d’istruzione pubblico relativa alle scuole elementari
  • finanziare progetti artistici nelle scuole primarie di periferia con un’apposita raccolta fondi

Il meccanismo è molto semplice. Per circa cinque mesi (da settembre 2013 a gennaio 2014) raccoglieremo donazioni tramite questo sito e attraverso le varie iniziative territoriali legate alla distribuzione nelle sale del film “La Prima Neve”. I fondi così raccolti saranno poi affidati a singole scuole di aree periferiche che presenteranno progetti di miglioramento dell’offerta educativa e pedagogica (laboratori di teatro, musica o cinema, incontri, visite, servizi di mediazione interculturale e altri). I progetti saranno giudicati e selezionati entro la primavera 2014 da una commissione di esperti e, una volta avviati (indicativamente da settembre 2014 in poi), i progetti saranno documentati e raccontati sempre attraverso questo sito.

L’attenzione sarà rivolta in particolar modo a tutti quei quartieri periferici delle grandi città e a quelle località isolate in cui i tagli all’istruzione hanno mostrato il loro volto più duro. Dato che queste realtà sono spesso caratterizzate da contesti fortemente multiculturali, il progetto cercherà di stimolare la partecipazione di realtà che dimostrano una certa sensibilità verso i percorsi di integrazione e valorizzazione delle differenze.

Le donazioni e la commissione

La raccolta fondi è finalizzata al finanziamento di progetti artistici e pedagogici per bambini delle scuole elementari. Nelle prossime settimane verranno pubblicati i criteri per la partecipazione al progetto e la successiva selezione. Le donazioni potranno essere effettuate tramite bonifico o tramite pagamento online di carta di credito. Tutti i dettagli per effettuare una donazione sono presenti qui.

Un’apposita commissione sarà responsabile dell’assegnazione dei fondi e agirà rispettando la diversità geografica italiana e la varietà dell’offerta artistica per l’infanzia. La commissione, coordinata da Goffredo Fofi è composta da Marco Paolini, Sara Honegger, Vinicio Ongini, Peppe Carini e Franco Lorenzoni.

Tempistiche: selezione dei progetti a fine dicembre; implementazione dei progetti da febbraio in avanti.

Il blog e La prima neve

Questo blog ospiterà i contributi di chiunque voglia denunciare i deficit delle scuole elementari o voglia portare all’attenzione esempi virtuosi d’insegnamento. Al tempo stesso il blog proporrà analisi e inchieste proprie, per stimolare ulteriore dibattito e riflessione. Si eviterà di parlare esplicitamente di associazioni ed esperienze artistiche passate in modo da non favorire alcuni rispetto ad altri.

Matteo Marchel, protagonista de La prima neve

Matteo Marchel, protagonista de La prima neve

L’idea de La prima scuola nasce da Andrea Segre durante la realizzazione del suo ultimo film, La prima neve. La sua sensibilità di padre e artista l’ha portato a uscire dal mondo della fiction cinematografica per dare un contributo concreto nella realtà, come già ha fatto in passato.

Anche se il film non parla direttamente di istruzione, la tematica dell’educazione infantile scolastica e familiare è presente.  Il protagonista è infatti un bambino di dieci anni il cui carattere ha un ruolo determinante per la storia del film. Altrettanto importanti sono i due suoi amici che aiutano a tenere al centro del film il punto di vista dei bambini sul mondo.

Per questo la produzione JoleFilm e la distribuzione Parthénos hanno fin da subito deciso di sostenere il progetto. L’organizzazione di proiezioni de La prima neve con la possibilità di invitare gli autori e il casting è un ulteriore modo per immettere linfa vitale nel progetto coinvolgendo un’audience più ampia.

La Prima Scuola infine cercherà di creare una solida rete di contatti e condividere storie e organizzare dibattiti. Questo blog (www.laprimascuola.wordpress.com) sarà il punto di riferimento per tutte queste attività.

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28 risposte a “Cos’é “la prima scuola”

  1. Pingback: Tutte le informazioni sul progetto | La Prima Scuola·

  2. Bellissima iniziativa. Lo farò presente alle scuole in cui lavoro da molto tempo con laboratori musicali e che subiscono ogni anno tagli sempre maggiori di ore e di fondi. Le maestre saranno entusiaste di poter ricevere un aiuto concreto. Ogni anno si fanno in quattro per poter realizzare i laboratori pur sapendo di fare affidamento su poche risorse. la musica per fortuna è tra le loro priorità e con loro si è stabilito ormai un sodalizio che negli anni ha dato sempre buoni frutti. A presto allora. Lietta Traversi, Salti di tono, Piove di Sacco (Pd)

    • Carissima Lietta, è un piacere ricevere il Suo interessamento! Ci scriva o ci mandi delle foto se vuole raccontare la situazione della sua scuola o del suo paese.

  3. La scuola dell’Infanzia non è mai considerata abbastanza dai docenti delle scuole di grado superiore, eppure è lì che formiamo bambini più sicuri e preparati nell’affrontare la scuola primaria: perché non allargare il progetto alla scuola dei bambini da 3 a 6 anni??

    • Maria non c’è assolutamente alcun problema nell’organizzare dibattiti e proiezioni o ricevere aggiornamenti e contributi per le scuole materne. Su questo siamo aperti e ci può contattare quando vuole. Per quanto riguarda il finanziamento di progetti artistici nelle scuole materne invece preferiamo non allargare troppo il campo d’azione. Il progetto è già abbastanza ambizioso per le risorse da cui partiamo. Spero ci capirà.

  4. Salve, mi sembra una bellissima iniziativa e fa piacere questa sensibilità da parte vostra. Spesso, come maestra- mamma-nonna-cittadina…,mi sono sentita in balia delle onde.Io sono una maestra del sud che per poter fare la maestra sul serio ha dovuto lasciare casa e famiglia e trasferirsi al nord. Dopo un bel pò di anni di padania e cambiando ordine di scuola finalmente 3 anni fa sono riuscita a tornare nel mio amato e sconquassato sud. Non mi sto piangendo addosso, sono strafelice e orgogliosa di essere diventata una maestra della tanto bistrattata scuola pubblica. Non siamo tutti fannulloni nella scuola pubblica, anzi credo che la maggior parte di noi ci crediamo a tal punto che non esitiamo a metterci in gioco continuamente (e come ho letto nel progetto) cercando tutti i giorni di imparare sempre meglio il nostro mestiere.Boh…darò voce, per quanto è nelle mie possibilità al vostro progetto. In bocca al lupo anzi “merda”(si dice così , no???)

  5. Gent.ssimi,
    premesso che la vostra iniziativa è encomiabile, sento la necessità di dire che i soldi risolvono il problema dell’impoverimento materiale ma non quello educativo della scuola elementare. I tagli economici e di risorse umane non devono diventare alibi per noi insegnanti per disattendere la missione che ci è stata affidata… avere cura di ciascun bambino, instaurare con ciascuno un rapporto di unicità per permettere un apprendimento davvero significativo. Per fare questo non servono i soldi ma l’amore, la dedizione e la passione. Se disattendiamo questa missione, allora si che la scuola diventa veramente povera ma una povertà che nessuna somma di denaro può sconfiggere. Un saluto da Carla Ceci, felicemente maestra da 22 anni.

    • Cara Carla, mi sento di essere d’accordo con lei. Senza nulla togliere alla meraviglosa iniziativa di ZALAB e di Andrea Segre, che giustamente riporta l’attenzione su questo tema così importante per la vita di ogni società, però è vero che troppe volte (anche quando insegnavo inglese nelle scuole superiori) ho sentito il ritornello “ci vogliono soldi”, come se fossero solo i soldi la risorsa che manca, e il carburante che fa andare avanti la macchina. Mentre molto si può fare con il proprio cervello, con il cuore, con l’ascolto, con la volonta. Semmai, il vero nodo da sciogliere è l’organizzazione della didattica e dell’attività scolasticha in generale, frenate da burocrazia, tradizione, mancanza di comprensione e lungimiranza, che finiscono con il demotivare anche il più motivato…che cerca rifugio altrove, come me!

      • Carissime Carla e Paola,
        il progetto non mira solamente a raccogliere soldi. E concordo che l’insegnante come individuo abbia delle responsabilità da cui non può sottrarsi nemmeno in tempi di magra. Quello che mi preme sottolineare è che il progetto è fatto anche per dire a chi si sente scoraggiato di vedere che qualcosa si muove e che bisogna continuare a impegnarsi assieme.
        I contributi di coloro che hanno già scritto o si sono fatti intervistare vanno in questo senso.
        E facendo questo si può andare a criticare l’organizzazione della didattica, come metodo e come contenuto.
        Quanto sarebbe bello per esempio recuperare e valorizzare le esperienze passate e presenti che hanno interiorizzato tutte le innovazioni positive di Bruno Ciari, Korczak, Lodi, Freinet…il blog è aperto a raccontare tutte le esperienze utili a costruire una nuova didattica e a ributtare sul ring chi ha gettato la spugna.
        Certo, le vostre titubanze sono legittime.

  6. Carissimi: ho provato a scrivervi all’indirizzo riportato per laprimascuola, ma mi tornano sempre messaggi d’errore. Ho provato anche ad attendere qualche giorno prima di scrivere nuovamente ma senza risultato….

  7. Bella iniziativa la vostra. In effetti ho sperimentato più volte direttamente la differenza che c’è all’interno della stessa scuola pubblica, tra le scuole del centro e quelle di periferia. Infatti, conseguentemente ai tagli avvenuti a pioggia sulla scuola pubblica legati ad una politica miope e con poca inventiva, l’impatto è stato pesante su tutte le scuole ma laddove i genitori sono riusciti a “compensare” , i tagli sono stati meno traumatici. Spesso le scuole del centro città, per questione di bacino d’utenza, sono frequentate da figli di professionisti o impiegati di alto livello che mettono a disposizione le loro competenze ed il loro portafoglio laddove serve. Così “piove sempre sul bagnato” e nelle scuole dove c’è un’utenza sociale meno ricca e spesso meno sensibile si fatica a raccogliere i fondi supplementari a supporto della didattica o di iniziative extra-curriculari. Quindi diffonderò subito la vostra iniziativa all’interno della mia scuola …ed incrociamo le dita!

    • Grazie Barbara,
      condividiamo in pieno le Sue considerazioni.
      Purtroppo si è generata una spaccatura tra famiglie che hanno le risorse per compensare economicamente e culturalmente le mancanze della scuola e famiglie che invece non hanno le risorse necessarie per farlo.
      Il Suo aiuto è prezioso, grazie.

  8. Pingback: La prima scuola (settembre-dicembre 2013) | Mamma 4U·

  9. Pingback: Treviso città aperta, alla cultura | La Prima Scuola·

  10. Iniziativa belllissima… sto cercando di organizzarla anche nella nostra scuola. Spero vivamente di riuscirci!
    saluti, Monica Buson

  11. Davvero, una iniziativa che stupisce… Ieri sera, prima serata per immaginare una nostra partecipazione. Un bando impegnativo, ma non ci scoraggiamo.

  12. Pingback: Dalla prima neve di Andrea Segre al progetto Prima scuola | www.welfareweb.it·

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